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Isolamento Acustico | Ingegneria del silenzio

 

Intervista all’Ing. Michele Valotto, Direttore Tecnico Divisione Acustica – Eterno Ivica

La ormai vasta e consolidata esperienza, maturata nell’ultimo decennio, sui risultati conseguibili nel rispetto dei limiti imposti dal noto D.P.C.M. 5/12/1997Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” sta dimostrando come non sia più sufficiente progettare con il solo intento di ottemperare alle prescrizioni della normativa cogente.

La norma citata, infatti, non garantisce affatto un isolamento acustico di comfort, come sempre più spesso viene testimoniato in vicende nelle quali il semplice rispetto del D.P.C.M. 5/12/1997 produce feroci lamentele da parte degli acquirenti di immobili, a volte con strascichi legali aperti ormai da più di un decennio.

L’inadeguatezza prevista dalla normativa italiana troverebbe ragione anche nel confronto tra i limiti imposti dalle varie norme europee (si veda il prospetto 1, nel quale vengono riportati gli isolamenti acustici minimi riparametrizzati al potere fonoisolante apparente R’w espresso in dB).

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Come è noto, è ormai tecnicamente e facilmente conseguibile il rispetto dei limiti previsti per la Classe I della norma tecnicaUNI 11367 “Classificazione acustica delle unità immobiliari” (luglio 2010). Tale Classe I prevede un isolamento comunemente considerato di buon comfort, come viene quotidianamente confermato dagli acquirenti di immobili per i quali i rilievi fonometrici in opera forniscono i risultati previsti appunto dalla UNI 11367. Il prospetto 2 riassume i limiti previsti per la Classe I.

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Per quanto riguarda il livello di pressione sonora di calpestio L’nw, è possibile raggiungere e migliorare ampiamente il valore L’nw= 53 dB già con le usuali tecniche costruttive, ovvero con solai in laterocemento o predalle, a condizione che si impieghino adeguati prodotti anticalpestio, opportunamente certificati in laboratorio.

Il Progettista dovrà prevedere in fase progettuale prodotti dotati di certificati di laboratorio relativi non solo al ben noto e richiesto parametro “rigidità dinamica”, ma anche ai parametri “comprimibilità” e “CREEP”. È infatti ampiamente dimostrato da rilievi fonometrici in opera, che i migliori anticalpestio sono caratterizzati da un ottimo compromesso tra questi tre parametri. I corretti valori numerici dei parametri citati sono ormai ampiamente disponibili nella letteratura tecnica.

Al contrario, per quanto riguarda il potere fonoisolante apparente, il valore R’w= 56 dB è da ritenersi quasi ai limiti superiori delle prestazioni raggiungibili con le usuali tecniche costruttive italiane in laterizio. Infatti, numerose prove fonometriche condotte in opera su pareti in laterizio stratificate e di spessori notevoli, hanno fornito risultati certamente importanti, ma comunque compresi tra R’w= 57 dB e R’w= 58 dB.

Poiché il rispetto in opera dei valori R’w= 56 dB e L’nw= 53 dB dovrebbe essere richiesto dal Committente all’inizio dell’iter edificatorio, in fase progettuale è necessario prevedere un opportuno margine di sicurezza sui risultati attesi, onde evitare ovvie contestazioni in fase di collaudo.

A fronte di queste considerazioni e ricordando che le tolleranze sui risultati delle misure fonometriche in opera sono almeno ± 2 dB, nell’ambito delle costruzioni ordinarie e nell’intento di raggiungere prestazioni eccellenti, appare chiaro che vi sono ampi margini di sicurezza sul raggiungimento dei risultati del livello di pressione sonora di calpestio L’nw, ma scarsi margini di sicurezza per quanto riguarda il potere fonoisolante apparente R’w.

Esiste un sistema costruttivo di nicchia, ma comunque ampiamente testato in opera ormai da un decennio, che permette di raggiungere risultati ampiamente superiori a quelli previsti dalla Classe I della UNI 11367, garantendo enormi margini di sicurezza in fase progettuale anche rispetto a valori di isolamento acustico molto alti.

Si tratta di un sistema costruttivo misto, ovvero che impiega solai in laterocemento e pareti in laterizio associati a contropareti e controsoffitti in lastre di cartongesso fonoisolante (ovvero lastre in cartongesso ad alta densità accoppiate a membrane massive fonoimpedenti).

La realizzazione di rifodere sia all’intradosso dei solai che su tutte le pareti in laterizio (pareti divisorie tra unità e di facciata), nonché l’impiego di tramezzi interni in cartongesso, consente (quasi) di azzerare la trasmissione per fiancheggiamento, sia per quanto riguarda il rumore di calpestio, sia per quanto riguarda il potere fonoisolante apparente. Alcune rappresentazioni schematiche sono riportate in figura 5.

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I valori tipici più volte misurati in opera per questa tipologia costruttiva sono riportati nel prospetto 6. Come si nota, si tratta di risultati ampiamente migliori rispetto a quanto previsto dalla Classe I.

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Fatte salve le considerazioni economiche che dipendono di volta in volta dal particolare cantiere oggetto di progettazione, la tipologia costruttiva mista è sempre adottabile, a patto che, in fase progettuale, venga previsto un interpiano adeguato, al fine di garantire l’altezza urbanistica minima dei locali abitabili.

La tipologia costruttiva mista trova efficace e vasta applicazione nel caso di bonifiche acustiche di edifici esistenti, sia in ambito residenziale che nel caso di attività produttive o di locali pubblici. Nel primo caso, quando si voglia incrementare l’isolamento di appartamenti esistenti, soprattutto nei confronti del rumore da vicinato.

Nel secondo caso, quando si vogliano ridurre le immissioni di rumore verso ambienti circostanti da parte di attività rumorose. Quest’ultimo è il sempre più diffuso caso di interventi eseguiti in locali pubblici disturbanti (bar, discoteche, ristoranti, pub) adiacenti ad unità residenziali, sanzionati da ARPA per il superamento dei limiti di immissione.

Qualora sia accertato il superamento dei limiti, oltre al pagamento della sanzione comminata dal Comune, i titolari delle attività sono chiamati a ridurre in tempi brevi le immissioni verso le unità confinanti, pena la sospensione dell’attività. Qualora il superamento sia imputabile al rumore aereo prodotto dalla voce dei clienti o dagli impianti di amplificazione della musica, l’unico intervento possibile consiste proprio nel realizzare un adeguato progetto.

Il sistema misto applicato ad edifici esistenti rappresenta una soluzione ottimale, anche dal punto di vista costruttivo, per chi desidera adeguare gli ambienti abitativi e/o pubblici, e predisporre un corretto piano, poiché esso può essere realizzato con grande velocità e con grande pulizia di cantiere, essendo le applicazioni in cartongesso quasi chirurgiche e prive di quelle lavorazioni pesanti, rumorose e disturbanti tipiche degli interventi in muratura.

Guarda l’intervista all’Ing. Michele Valotto su l’isolamento acustico degli edifici.

Michele Valotto

Michele Valotto è il Direttore Tecnico Divisione Acustica di Eterno Ivica. Esperto in acustica ambientale.

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